SICURAUTO: Rca: l’Ivass spinge per la conciliazione. Ma c’è chi non gradisce

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Rca: l’Ivass spinge per la conciliazione. Ma c’è chi non gradisce

Ancora polemiche nel settore Rca. L’Ivass (l’Istituto che vigila sulle Assicurazioni) ha inviato una lettera al mercato nella quale esprime apprezzamento per il recente nuovo accordo tra l’Ania (l’Associazione delle Compagnie) e le associazioni dei consumatori in materia di conciliazione paritetica nella Rc auto.

PER ARRIVARE A UN ACCORDO – Nella lettera l’Ivass chiede alle Assicurazioni di attivare iniziative “per favorire la conoscenza e la diffusione tra i consumatori di questo utile strumento alternativo di risoluzione delle controversie, più economico e rapido del ricorso al giudice“. La conciliazione paritetica riguarda le controversie sui sinistri Rc auto di valore non superiore a 15.000 euro. La procedura si attiva su input del danneggiato per il tramite di un’associazione di consumatori: la controversia viene discussa da una camera di conciliazione composta da un rappresentante delle imprese ed uno dei consumatori. Il tutto si chiude in 30 giorni.

NON HA SPICCATO IL VOLO – “Sebbene di grande utilità per i consumatori, il sistema non ha ancora ampia diffusione“, spiega l’Ivass. Ecco perché il “vigilante” ha chiesto alle Compagnie di informare i consumatori sulla possibilità di attivare la procedura di conciliazione e le relative modalit tramite i propri siti Internet aziendali e con informativa scritta ai danneggiati dei sinistri stradali con cui insorge contenzioso. Le imprese dovranno dare conferma alla Autorità di vigilanza, entro il 20 luglio, di aver attuato le iniziative richieste. La conciliazione paritetica, secondo l’Ivass, può giocare un ruolo in chiave deflattiva del contenzioso giudiziario, consentendo ai cittadini la possibilità di risolvere in maniera più rapida ed economica le controversie e alle imprese di contenere i costi legali, con ricadute positive, a livello di sistema, sui costi dei risarcimenti e sui livelli delle tariffe Rca. Quindi, con un accordo successivo, senza andare in causa, le Assicurazioni spenderebbero meno, e le tariffe Rca scenderebbero.

DIVERSI DUBBI – Non tutti sono però la vedono come l’Ivass. In particolare, Stefano Mannacio, numero uno del Cupsit (patrocinatori stragiudiziali), parla di “ennesimo balletto tra Ania, associazioni dei consumatori e Ivass. Il bello è che i Consumatori sono formati dall’Ania, come si evince anche da un sito specifico. Insomma, abbiamo un’Autorità di controllo che pubblicizza un accordo con consumatori formati dalla controparte per tutelare i danneggiati, quando questi hanno il diritto a farsi assistere da un professionista indipendente. Sono sempre più convinto che l’Ivass vada abolito e la vigilanza restituita al ministero dello Sviluppo economico dove almeno c’è un ministro che deve assumersi la responsabilità politica di quello che fa“.

di Redazione2

1 Commento

  1. Mirko Melozzi

    Commento soffermandomi su alcuni punti:
    1) Le associazioni dei consumatori hanno spinto per la legge 57/2001 sostenendo, tra le altre cose, che la tabella unica nazionale per il risarcimento delle microlesioni (1-9%) avrebbe regolato i risarcimenti evitando speculazioni da parte dei danneggiati ( cioè, di coloro che le associazioni stesse dovrebbero difendere in ragione di ovvie sproporzioni di forza..) e calmierare le tariffe. Risultato: riduzione drastica dei risarcimenti e aumento delle tariffe.
    2) Le stesse hanno spinto a spada tratta sulla “famigerata” riforma (scandalo) attuata con la legge 209/2005 (Nuovo Codice delle Assicurazioni) che introduceva l’Indennizzo Diretto volto a serrare i rapporti Assicurazione/Assicurato evitando così (sempre da parte dei soggetti che le stesse associazioni dovrebbero difendere) speculazioni di chissà cosa e che avrebbe garantito una riduzione dei risarcimenti (avvenuta) e una diminuzione delle tariffe. Risultato: manipolazione dell’assicurato che oltre al danno della riduzione (ulteriore) dei risarcimenti ha subito la beffa dell’aumento costante delle polizze.
    3) Le associazioni hanno accolto con euforia la legge 28/2010 che introduceva l’obbligo della conciliazione anche in ambito RC Auto pubblicizzando il provvedimento (per cui vi erano anche interessi contingenti essendo le strutture di conciliazione istituti privati..)come la tanto aspettata soluzione al contenzioso in ambito RC Auto e perché no, fa sempre effetto, delle speculazioni da parte dei propri associati (vale quanto sopra) garantendo agli stessi la possibilità di essere risarciti senza dover incardinare un contenzioso. Tutto ciò, ovviamente, a spese del danneggiato.. che oltre ad aver sostenuto tutte le spese che un sinistro comporta normalmente, si trovava costretto a dover sborsare ancora soldi (conciliazione obbligatoria e a pagamento..) prima di affrontare il giudizio. Risultato: Le Compagnie come era normale hanno snobbato di fatto la conciliazione, qualche volta inviando una comunicazione dove veniva confermata la posizione assunta in fase stragiudiziale, qualche volta non degnando nemmeno di riscontro, crogiolandosi invece sulle rinunce da parte di alcuni danneggiati talvolta impossibilitati a sostenere ulteriori spese.
    Poi la Corte Costituzionale, come spesso accade, ci ha messo una pezza . Ma in Italia, dove lo sport nazionale è il gioco delle tre carte, il banco deve sempre vincere..
    Non c’è dunque da meravigliarsi che questi signori oggi puntino nuovamente all’introduzione dell’obbligatorietà della conciliazione obbligatoria, considerato che sono anche grandi sostenitori dell’abolizione della cessione del credito (oggi l’unico vero mezzo che permette al danneggiato di vedersi riparata l’auto senza dal proprio carrozziere senza dover pagare un euro) e grande promotrice delle carrozzerie fiduciarie delle Compagnie (cioè di fiducia dell’Assicurazione, che fa l’interesse dell’Assicurazione, in sostanza, che le fa risparmiare sui costi di riparazione e della sicurezza a discapito dell’assicurato di cui le stesse Associazioni dovrebbero ecc. ecc.).
    Le chiacchere stanno a zero, questi signori sono garanti solo del proprio interesse.

    Risposta

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