Articolo del Fatto quotidiano: “così la lobby delle assicurazioni ha vinto”. Comprate e commentate.

Dal Blog il Carrozziere un’ottima presentazione di un articolo eccellente finalmente basato su dati e analisi sensate . Un invito a comprare e commentare sul Fatto per stimolare un approfondimento del tema RC Auto.

Un’articolo preciso e puntuale di Marco Palombi, in un momento di grande fermento per le carrozzerie italiane. Un “pezzo” che ripercorre vizi e virtù dell’ RC-auto negli ultimi anni. Finalmente, dopo tanta pessima stampa che identifica sempre gli stessi soggetti come causa dell’aumento delle polizze: Autoriparatori, avvocati, lesioni.

Giri di vite continui sui risarcimenti, ormai ridotti all’osso in un’italia che non cresce, ma che tanto si adopera per far crescere banche e assicurazioni.

Questa mattina leggendo le pagine de “Il Fatto quotidiano” sono rinato.

Invito tutti i lettori di questo Blog a acquistare il quotidiano, la stampa è importante, soprattutto quando scritta bene.

Inoltre, se lo ritenete opportuno potete scrivere alla redazione del Fatto cliccando qui per eventuali commenti, cercando di mantenere un comportamento corretto e citando l’articolo “ASSICURAZIONI COSI’ LA LOBBY HA VINTO”.

1 Commento

  1. Mirko Melozzi

    Negli ultimi tredici anni abbiamo assistito ad un vero e proprio “embargo” da parte delle istituzioni ai danni dell’assicurato/danneggiato costituito da una serie di provvedimenti volti ad arginare e controllare il flusso enorme dei soldi, che gravitano nell’universo della RCA, orientandolo verso un un’unica direzione; quella della compagnia di assicurazioni.
    Nonostante infatti i numerosi Governi che si sono succeduti, sia di destra che di sinistra, l’iter legislativo ha sempre percorso il medesimo tracciato (da chi lo sappiamo bene) con lo scopo ultimo, ormai nemmeno più tanto celato, di ottenere un controllo totale dell’intera filiera risarcitoria; generando così un microcosmo economico nel quale chi ti fornisce il servizio (che sei obbligato per legge ad acquistare) è colui il quale decide anche di che servizio tu hai bisogno, di come e quando lo devi utilizzare e, soprattutto, di quanto lo devi pagare.
    Ciò è in evidente contrasto con le più elementari regole del liberismo, tanto sbandierato all’occorrenza dagli schieramenti politici, che presupporrebbe invece un mercato sano, libero, governato dalle semplici leggi della domanda e dell’offerta. Ma in questo microcosmo della RCA ci troviamo di fronte ad un vero e proprio oligopolio che genera un meccanismo economico perlopiù autogestito, dove il denaro (che c’è in abbondanza) conosce, appunto, una sola direzione, non circola, non si spalma cioè sul mercato, ruotando invece su se stesso in un circolo vizioso che arricchisce la finanza e spolpa il mercato.
    Tutto questo, e chi opera nel settore non lo può negare, Antitrust (almeno fino ad un anno fa) compreso, ha la sua origine da prima nella mancanza palese di concorrenza tra compagnie e, successivamente, nel perverso sistema dell’indennizzo diretto, dove il principio cardine di responsabilità viene del tutto smaterializzato dando origine al paradosso del chi rompe non paga e si prende pure i cocci tuoi.
    Dunque, ciò che propone la Sen. Vicari non è altro che l’ennesima sintesi di un sistema occluso dall’ingordigia delle Compagnie che sotto il cappello dell’ANIA avanzano e conquistano. Con buona pace di chi subisce un danno, peggio ancora una lesione, o di chi da una vita lavora cercando di garantire la qualità di un servizio.

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