Massimo Trefilletti (ANIA), l’autore neanche tanto occulto degli emendamenti delle Confederazioni. Il PD vuole tagliare il danno da morte e alla persona.

In un’intervista su Car Carrozzeria di Agosto, Massimo Trefiletti, abile responsabile accordi associativi dell’ANIA,  affermava testualmente:  «Ma non siamo chiusi, ripeto. Ci può essere la delega di pagamento che comunque lascia la gestione al carrozziere, oppure ci può essere una cessione del credito purché questa sia in qualche modo concordata. Noi vogliamo la garanzia che non ci siano speculazioni: una volta ottenuta questa garanzia, non abbiamo preclusioni».

Era l’epoca in cui, con una certa baldanza, le Confederazioni cercavano di concertare un protocollo con le assicurazioni basate sul buon governo di non si sa che cosa. Quel protocollo fu stoppato perchè toglieva lo strumento della cessione di credito ai riparatori e spazzava via l’operato dei patrocinatori e dei legali.

Il testo di quel protocollo fu scoperto incidentalmente, come la stele di Rosetta.

A seguito di tale sorprendente episodio ci fu un incontro a luglio tra le associazioni dei patrocinatori appartenenti a CNA professioni (una è il CUPSIT) in cui si scoprì  che il funzionario responsabile di CNA Servizi alla Comunità teneva nel cassetto il documento da più di un mese senza dirlo a nessuno.

Senza entrare nei dettagli di quella imbarazzante rivelazione, pensavamo che tutto fosse  si fosse bloccato…

A dire il vero no, posto che i rapporti tra noi patrocinatori di CNA Professioni e CNA Servizi alla Comunità si erano interrotti  a causa delle reiterate intenzioni dell’ineffabile funzionario di elaborare analisi, basate su dati errati, tese ad indurre il legislatore a decurtare i sinistri con lesioni in cambio della  salvaguardia degli interessi delle carrozzerie.

Una strategia sciocca che abbiamo sempre puntualmente documentato e stigmatizzato negli articoli  su Car Carrozzeria senza troppi peli sulla lingua.

Non siamo comunque stati gli unici ad arrabbiarci, tutt’altro.

Veniamo ad oggi. CNA e le Confederazioni, tramite rete Imprese Italia, hanno inoculato un virus letale in Parlamento, ovvero l’emendamento “ANIA-Trefiletti” che così recita:  “ In presenza di cessione del credito, la somma da corrispondersi a titolo di rimborso delle spese di riparazione dei veicoli danneggiati è versata direttamente all’imprenditore che ha eseguito le riparazioni, previa presentazione di fattura corrispondente alla valutazione preventiva congiunta e condivisa tra l’impresa di assicurazione e l’impresa di autoriparazione.”

Questo virus è ormai incontrollabile posto che ormai giungono mail da parlamentari, appartenenti ad ogni schieramento, che dichiarano di avere ricevuto tale proposta emendativa e che il Gruppo del PD ha affermato, tramite l’On. Bargero, che sposerà gli emendamenti di Rete Imprese Italia e che sta valutando formulati per ridurre il danno alla persona e il danno da morte. Una bella schifezza, quindi, che fa quasi rimpiangere le immonde stagioni di concertazione tra Consumatori, ANIA, Governo e ISVAP.

L’ANIA è bravissima, bisogna ammetterlo.

Dopo IVASS e Antitrust, infatti, ha attratto nel suo centro gravitazionale anche le confederazioni, quelle  che dovrebbero proteggere e tutelare gli artigiani e anche i patrocinatori affiliati.

Purtroppo accade il contrario!

Non è bastato neanche il fatto che lo scorso 15 gennaio, alla riunione delle Confederazioni, dietro un tumulto di protesta, i presidenti abbiano fatto retromarcia, rendendosi conto  di avere sbagliato (soprattutto quello di Confartigianato). Quello di CNA, tal Mingozzi, dopo un intervento che dimostrava poca conoscenza nella materia, nonchè un certo imbarazzo, ha trovato il tempo, in un successivo convegno nelle Marche, per criticare, su basi maldicenti, anche l’evento dell’11 gennaio, cui era stato gentilmente invitato e dove ha avuto l’onore di essere inserito nel panel degli interventi conclusivi. Invito non ricambiato, come vogliono le regole di buona educazione. In CNA, d’altronde, il bon ton, salvo poche eccezioni, non è proprio di casa.

Tralasciamo questo punto e veniamo al sodo. Cosa succederà se l’emendamento ANIA-Confederazioni sarà adottato dal Parlamento?

Succederà la stessa cosa che è successa per i colpi di frusta. I periti saranno istruiti dalle direzioni generali a risarcire stragiudizialmente sulla base di parametri rigorosamente stabiliti dalle compagnie. Le trattative stragiudiziali si bloccheranno. Per ottenere un risarcimento integrale bisognerà fare cause defatiganti. A lungo andare questo modus operandi favorirà la canalizzazione.

Cosa ci guadagnano le Confederazioni a “tradire” la loro base?

Molto. Magari diranno che sono riuscite a strappare il compromesso più ragionevole usando lo scarso livello di informazione su quello che sta succedendo.

Non è così perchè vi sono equilibri più avanzati da raggiungere. Esiste anche la Francia, che le confederazioni non nominano, esiste la concorrenza, esistono, insomma, tante cose che si sono dimenticate per strada. Esistiamo anche noi che stiamo incontrando tutti gli attori di questa vicenda e siamo testimoni attivi, come ampiamente documentato.

Con un emendamento del genere si ritorna ad un accordo ANIA-Confederazioni non più basato sulle tariffe ma su nuovi tempari (v. tempario 2.0) o nuovi metodi peritali come “perizia light”.

In questo modi si potrà aggirare la pronuncia dell’Antitrust.

Le carrozzerie indipendenti saranno impoverite ma allo stesso tempo censite dalle Confederazioni che potranno dire con chi si deve lavorare in un certo modo e con chi no.

Sarà quindi un problema di tessere.

Uno scenario raccapricciante, degno di un romanzo di George Orwell.

Impoverire un settore per produrre più tesserati e favorire gli interessi dello strapotente sponsor bolognese è frutto di una mente a dir poco diabolica

E i patrocinatori di CNA-Professioni? Meglio farne a meno, sono alla fine pochi e, soprattutto, dei rompiscatole, con buona pace del mio Presidente Giorgio Berloffa cui va il mio sempiterno riconoscimento per aver contribuito in modo determinante a far approvare la legge 4/2013, aver lottato contro la riforma forense e a porre le basi per un sistema di qualità professionale serio e in linea con esperienze avanzate.

Noi invece pensiamo che tale modo di procedere sia ormai frutto del passato e che sia inammissibile che una confederazione mandi al macero i suoi tesserati per tenere in piedi la sua struttura, la sua casta di funzionari. Ne abbiamo conosciuti di ottimi, soprattuto i giovani, ma più sono bravi più sono relegati a compiti accessori.

Vi saranno altre forme aggregative più efficienti e più efficaci. In quattro gatti abbiamo organizzato cose importanti e ora non siamo più quattro.

Se sopravviveremo anche a questa delicata contingenza vi saranno parecchi conti da regolare e tanti sassolini nelle scarpe da toglierci con il contagocce.

Stefano Mannacio

Patrocinatore Stragiudiziale

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