Riforma forense la prossima settimana in aula.

La riforma forense la prossima settimana è in Aula ed è in discussione in commissione Giustizia.

Noi parteciperemo ad un convegno sabato a Roma sui diritti di libertà (incluso quello dei patrocinatori a continuare a fare il loro lavoro) e abbiamo fornito gli elementi utili a Benedetto della Vedova, capogruppo di FLI, per scrivere direttamente a Monti e notiziarlo in merito allo scempio che si potrebbe creare se si introducesse la nuova esclusiva. Non c’è comunque da stare tranquilli.

8 Commenti

  1. Glauco

    Come dire, piove sul bagnato…………………non è stato sufficiente regalare alle Imprese Assicuratrici la modifica dell’art. 139 in tema di risarcimento delle micro-lesioni e se qualcuno si era dimenticato di questa altra vergogna italica, sarà bene che ne prenda nuovamente atto!
    Cosa potrà restare della nostra professione e della nostra preparazione a difesa dell’assicurato/danneggiato, mi è difficile oggi prevederlo. E non mi si venga a dire che, tranne alcuni e rari legali che trattano specificatamente il diritto assicurativo, la categoria forense sia più preparata di noi! In svariati anni di lavoro ho avuto modo di verificare quanto sopra.
    Mi sia consentito una piccola nota critica nei confronti del C.U.P.S.I.T. a cui sono iscritto; non ho riscontrato prima e dopo l’approvazione dell’art. 32 (3-ter e 3-quater), nessuna reazione e azione di contrasto da parte del Comitato, solitamente molto più attivo e combattivo. Forse non si è ben afferrato che tale modifiche, in concomitanza al calo significativo dei sinistri, più della riforma forense, potrà essere la vera dipartita dei nostri Studi. Attendo commenti e reazioni positive.

    Risposta
    1. Stefano Mannacio (Autore Post)

      Caro Glauco, siamo l’unica associazione che dopo l’approvazione della norma ha incontrato due volte il Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico con l’Associazione Familiari Vittime della Strada, il Segretario del Sindacato dei Medici Legali e pubblicato le linee guida delle compagnie assicuratrici, nonchè contribuito alla stesura di vari documenti. Forse abbiamo fatto anche più di quello che era nelle nostre competenze tenuto conto del fatto che la medicina legale deve affrontare di petto il problema e spero che possa farlo a breve (è già in ritardo). Se poi vi fosse una reale spinta della categoria a muoversi per modificare la norma ci sarebbe molto da lavorare. Come Lei potrà notare neanche ai tempestivi allarmi dati e al lavoro che stiamo svolgendo pare vi sia alcuna reazione. Per il resto non si preoccupi, se questo è l’andazzo e questa è l’indifferenza pressochè totale della categoria non abbiamo nessun timore a chiudere il sito e liquidare l’associazione a fine anno.

      Risposta
  2. Lorenzo

    Salve dr. Mannacio,
    sono un giovane ragazzo che si sta avviando all’attività di patrocinatore stragiudiziale seguendo le orme del padre, nel settore ormai da decenni ed iscritto ad una associazione di esperti alla quale anche io ho presentato domanda.
    Dopo essermi laureato ho deciso di intraprendere questa via con estremo entusiasmo aggiungendo anche qualcosa di personale a questo mestiere diventato sempre più difficile da esercitare negli anni.
    Pur sapendo che la strada sarebbe stata in totale salita, visto lo strapotere delle lobby assicurative, le quali hanno uomini all’interno del sistema che fanno approvare leggi ad uso e consumo proprio,non mi sono dato per vinto e sto nel contempo lavorando e studiando per fare in modo di sostenere un esame che riconosca appieno questa professione non regolamentata.
    Sebbene io cerchi sempre di essere positivo e propositivo, anche io a volte rifletto su questo spettro della Riforma Forense che sta per essere discussa dalla solita casta che ha portato alla rovina il nostro paese nell’arco dei decenni e vorrei chiederle quali sarebbero le conseguenze immediate dell’approvazione di una norma cosi ingiustamente concepita oltre che anticostituzionale.
    Cosa potrebbero fare i patrocinatori il giorno dopo l’eventuale approvazione? Qual è secondo lei la prospettiva che noi giovani potremo avere nel futuro se questa professione continua ad essere cosi tartassata?

    Grazie molte per una sua eventuale risposta

    Risposta
    1. Stefano Mannacio (Autore Post)

      Caro Lorenzo, adesso speriamo che l’aula non faccia passare la nuova esclusiva. Lottiamo per questo obiettivo. Certo il nostro lavoro è diventato molto duro.

      Risposta
  3. Daniele Zarrillo

    E’ ora di abbandonare le discussioni sterili,
    cosa facciamo l’uno per l’altro dovrebbe essere l’unica vera bandiera.
    E’ inverosimile continuare a guardare questa o quella associazione per vedere chi è più bravo.
    E direi basta col prendersi troppo sul serio, dalle mie parti si dice “chi si loda si sbroda”.
    Ho letto sempre con piacere tutti i post di questo sito e del precedente e continuerò sempre a farlo.
    Ho volutamente smesso di scrivere su tutti poichè il mio grido è sempre lo stesso, ma le orecchie è ora di aprirle!
    C’è chi è più bravo? Bene, sono molto contento! C’è chi ne sa più di me? Benissimo, si faccia avanti e lavoro CON e PER noi tutti!!!
    C’è chi mi fa concorrenza sotto casa? OTTIMO!!!
    LA CONCORRENZA E’ SEMPRE BEN ACCETTA FINCHE’ E’ SANA E CONTRIBUISCE A FARCI CONOSCERE COME PROFESSIONISTI LEALI E ALLA LUCE DEL GIORNO.
    Quello che dimentichiamo è che l’unione fa la forza: le Compagnie si fondono l’una nell’altra, spariscono, ricompaiono, ma sono sempre compatte con poche e univoche voci.
    Impariamo la SAGGEZZA del nemico, oppure sarà solo colpa nostra il non aver fatto quando andava fatto!

    Risposta
  4. Giaco

    Ma non è passata in una della Camere la legge che riconosce le professioni non regolamentate, tra le quali c’era anche il Patrocinio Stragiudiziale?
    E allora?
    Perché questo passo indietro?

    Risposta
  5. patroc. strag. Riccardo Nicotra (CT)

    CARROZZERIE INDIPENDENTI ANCORA PER QUANTO? giugno 12th, 2012. LA MIGLIORE DIFESA E’ L’ATTACCO. MONTI ALLA SCUOLA DEL PARTITO COMUNISTA
    Durante la sua visita in Cina il Presidente del Consiglio Monti ha affermato, alla Scuola del Partito Comunista, davanti alla presenza austera di alti funzionari, “che il sistema capitalistico ha molti, molti vantaggi rispetto al sistema inaugurato all’epoca dall’Unione sovietica; tuttavia credo che ogni sistema riesca a mantenersi nel tempo, evolvere e a migliorare se tenuto sotto pressione da qualche sfida competitiva. Ciò è accaduto fino all’89 e poi è diventato dominante. Ha vinto il migliore, ma diventando monopolista si è un po’ rilassato…”.
    UN CAPITALISMO SENZA CONCORRENZA
    Perché il sistema è da revisionare? Cosa non ha funzionato dalla caduta del Muro di Berlino ad oggi? Perché si è esaltato il processo di globalizzazione dei mercati quasi fosse la “fine della storia” come detto dal politologo Fukujama? Proviamo ad osservare l’evoluzione dell’economia dei paesi industriali, negli ultimi vent’anni: si è via via sempre più“finanziarizzata” delegando a paesi come la Cina, il Messico, l’est Europa, l’India la produzione di beni. L’economia reale dei paesi occidentali che, prima del crollo de comunismo, era sostenuta dal debito è poi stata ancorata a tassi di interesse bassi mentre il mercato finanziario ha inventato prodotti sofisticati, come i contratti derivati, che, in assenza un sottostante reale, hanno reso il capitalismo un campo minato. Per partecipare all’acquisto e alla negoziazione di tali prodotti le imprese devono avere un alto potenziale di investimento e capacità di raccogliere informazioni certamente non disponibili ad un piccolo imprenditore artigiano, cui è stata riservata, attraverso il mercato al dettaglio, l’illusione di arricchirsi attraverso investimenti in borsa o l’acquisizione di bond ad alto rischio. In alternativa i bassi tassi di interesse hanno dirottato molta liquidità su investimenti nel mercato immobiliare. Insomma un sistema paragonabile a una macchina da corsa che sfreccia senza freni su una strada piena d’olio. Il residuo di tale impostazione lo stanno sperimentando proprio gli artigiani alle prese peraltro con una stretta creditizia senza precedenti.
    I PROTAGONISTI DAI PRODUTTORI AI FINANZIERI
    L’emblema del capitalismo nostrano è stato, nel bene e nel male, un imprenditore come Agnelli. Oggi si farebbe fatica a identificare un nome così trainante. E’ più semplice leggere i giornali e percepire il potere contrattuale del binomio banche e assicurazioni, intoccabili player di un una forma di “parastato”; un tandem che ha subito grossi processi di concentrazione e ristrutturazione che, nel mondo assicurativo, hanno portato alla creazione di un mercato senza concorrenza gestito solo da quattro gruppi.
    POTERE CONTRATTUALE
    Se questo è il quadro, la logica conseguenza è che il nuovo capitalismo finanziario è in grado di intervenire nell’arena legislativa e ottenere risultati utili per i propri interessi, magari riuscendo ad organizzare il consenso di una pletora di associazioni dei consumatori o di categoria, parlamentari e senatori in grado di vendere tali interessi come interessi generali del paese.

    CARROZZERIE INDIPENDENTI ANCORA PER QUANTO?
    Dalla teoria alla pratica il passo è brevissimo. Scampato il pericolo dell’approvazione dell’art. 29 comma 2, l’Ania emana una circolare interpretativa del decreto liberalizzazioni dove, finalmente si comprende che tale formulazione era stata voluta dalle compagnie ma previa interessamento “ufficioso” del governo e, soprattutto, del Sottosegretario Catricalà ex presidente dell’antitrust. Ecco la frase: “Il Parlamento non ha inteso accogliere le proposte del settore assicurativo dirette a prevedere un meccanismo che incentivasse tale modello liquidativo alternativo attraverso condizioni diverse e più eque rispetto a quella delineata nel testo originario del comma 2, che disponeva una brutale riduzione del 30% del risarcimento pecuniario per i danneggiati che non avessero accettato la riparazione diretta, senza neppure precisare il montante cui applicarla. La proposta del settore prevedeva che, in caso di rifiuto del danneggiato di avvalersi delle strutture riparative convenzionate con l’impresa, il risarcimento pecuniario scelto dal danneggiato non potesse superare la spesa effettiva che avrebbe sostenuto la compagnia per la riparazione del veicolo. Tale proposta, condivisa ufficiosamente anche dal Governo, non è stata accolta in sede di conversione in legge del decreto.”
    UN MILIARDO DI EURO ALLE COMPAGNE
    Uno studio della società di analisi finanziaria Chevreux evidenzia che il Decreto liberalizzazioni avrà un impatto positivo sulle Assicurazioni, consentendo loro di ridurre i costi di risarcimento per i danni fisici minori. Infatti, per il risarcimento delle microlesioni, come quelle dovute al colpo di frusta, serve ora una prova, un esame strumentale come radiografia, risonanza o altro. Il taglio dei risarcimenti per le lesioni fisiche di minore entità potrebbe generare addirittura un miliardo di euro di risparmio per compagnie a caccia di denaro fresco. I premi si abbasseranno? La solita favola.

    UNIPOL – FONSAI: ISVAP CONTRO ISVAP

    Tutto previsto, niente calcolato. Si comincia ad indagare sul perché l’ISVAP non abbia commissariato già da tempo una compagnia tecnicamente fallita a causa di investimenti e operazioni finanziare azzardate. Vi sono settori dell’autorità di controllo l’uno contro l’altro armati sul concedere o no l’autorizzazione alla fusione tra Unipol e Fonsai. Ne vedremo delle belle.
    SARA – PRA – ACI
    Attacco frontale dell’ACI, un altro ente che gestisce privatamente l’inutile ma costoso PRA e possiede una compagnia capitanata dal “Torquemada” della RC Auto, il Dott. Alessandro Santoliquido, che presenta “Il libro nero della RC Auto” scritto su commissione da un giornalista di Repubblica e un progetto di legge che, all’art 3 recita : “In alternativa al risarcimento per equivalente, è facoltà delle compagnie offrire, nel caso di danni a cose, il risarcimento in forma specifica. In questo caso se il danneggiato accetta e il risarcimento è accompagnato da idonea garanzia sulle riparazioni, di validità non inferiore ai due anni, per tutte le parti non soggette ad usura ordinaria, il danneggiato deve far riparare l’autoveicolo presso un’ officina convenzionata con la compagnia di assicurazione. Contrariamente, nel caso in cui il danneggiato proceda alla riparazione del danno in officine non convenzionate con la compagnia di assicurazione, quest’ultima può limitare la liquidazione del danno all’importo della fattura che avrebbe sostenuto presso la propria officina”.

    ATTACCO CONCENTRICO
    Una corretta interpretazione dei massimi sistemi aiuta a ragionare meglio sulla vita di tutti i giorni. Gli attacchi delle imprese di natura finanziaria alla redditività di chi ancor oggi osa usare le mani per produrre reddito sono sempre più frequenti e virulenti. Abbiamo, per concludere, letto anche di lettere dal sapore minatorio di alcune compagnie che intimano al cliente di far riparare il proprio mezzo solo presso carrozzieri convenzionati, pena il mancato pagamento della fattura.

    UNA INIZIATIVA FORTE
    Non ci si può rilassare dopo la vittoria sul decreto liberalizzazioni. La neonata Federcarrozzieri propone produrre un documento da inviare all’autorità Garante della Concorrenza e del mercato e chiederà a tutte le organizzazioni di sottoscriverlo e di apportare le eventuali integrazioni e modifiche. Ma l’agenda di iniziative, incontri e riunioni è fitta perché quest’estate non si potrà certo stare al mare e assistere a un blitz delle compagnie che amano il caldo per ottenere qualcosa da un legislatore armato di paletta e secchiello. Un momento unitario è importante per contrastare chi (come le Compagnie) tende ad imporre la ferrea legge del “divide et impera”. Autore Dott. Stefano Mannacio Pubblicato su Car Carrozzeria. Pubblicato nella categoria: ASSICURAZIONI, CARROZZERIA, CONSORZI ASSOCIAZIONI, CONSUMATORI, STAMPA Comments.

    Risposta
  6. patroc. strag. Riccardo Nicotra

    Da http://www.cassazione.net FOCUS:
    L’Antitrust punta gli Ordini: «Evitare passi indietro corporativistici nella riforma forense». Nella relazione annuale il presidente Agcm Pitruzzella si dice preoccupato della piega che ha preso il dibattito sul futuro degli avvocati. di: Dario Ferrara MARTEDI’ 26-6-2012

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Connect with Facebook