Da Republica. L’Isvap chiede a Unipol di adeguare le riserve.

I nodi vengono al pettine ma l’Unipol a chi li chiederà i soldi se non al legislatore?

MILANO – Nuovo colpo di scena nella battaglia per il controllo di Fonsai. L’Isvap – ancora guidata da Giancarlo Giannini nonostante il suo mandato quinquennale sia scaduto – il 3 luglio scorso ha inviato una lettera a Unipol rilevando una sottoriservazione nel settore Rc Auto e natanti per circa 350 milioni, di cui la compagnia dovrà tenere conto nella semestrale 2012. Inoltre entro dieci giorni Unipol dovrà fornire documentazioni e chiarimenti utili all’autorità e con riferimento ai sinistri con costo atteso inferiore a 100mila euro, ed entro 30 giorni una relazione da parte della funzione internal audit sulle varie fasi del processo di riservazione. Stupisce che il provvedimento dell’authority di vigilanza sul settore assicurativo arrivi appena 13 giorni dopo il via libera che la stessa Isvap ha messo in calce all’operazione di fusione tra Unipol, Premafin, Fonsai e Milano assicurazioni e che dovrà portare a lanciare due aumenti di capitale sul mercato per un totale di 2,2 miliardi.
Tuttavia la procedura di analisi delle riserve di Unipol va avanti da molto tempo, almeno dall’inizio di febbraio, cioè da quando la divisione di Vigilanza 1 dell’Isvap guidata da Giovanni Cucinotta aveva inviato la prima richiesta di documentazione. Altre domande sono state inviate il 2 e il 29 maggio, a cui la compagnia ha risposto il 18 maggio e il 29 giugno. E ora la lettera sugli adeguamenti necessari a pochi giorni dalla eventuale partenza degli aumenti delle società interessate alla fusione.

I nuovi rilievi Isvap non sembra vadano a impattare sulla procedura autorizzativa, dalla quale peraltro Cucinotta era stato escluso forse proprio per i dubbi che nutriva sul bilancio del “salvatore” di Fonsai che lo hanno portato a non firmare la delibera autorizzativa. Ora la lettera inviata da Giannini suona come uno scarico di responsabilità se insorgeranno problematiche future alla solidità del nuovo gruppo anche se gli aumenti di capitale proposti sono stati pensati di taglia superiore al dovuto, in modo da far confluire 600 milioni nella pancia della società di Bologna.

Tutto ciò accade mentre si sta decidendo la partenza o meno degli aumenti di capitale di Premafin, Fonsai e Unipol già deliberati ma, almeno il primo, contestato dal custode giudiziale del 20% di azioni Premafin. Ieri la procura di Milano che sta indagando per aggiotaggio ha convocato i funzionari Consob per capire alcuni snodi delicati delle operazioni, in particolare le valutazioni delle diverse società che hanno portato a definire i termini di concambio delle future fusioni. Il custode Alessandro Della Chà ha invece incontrato le banche creditrici che hanno approvato la ristrutturazione del debito Premafin e sostenuto con grande vigore l’operazione Fonsai-Unipol. In serata, secondo indiscrezioni, c’è stato un nuovo vertice in procura con il pm Luigi Orsi per fare il punto della situazione e studiare le prossime mosse.

Oggi il cda Fonsai dovrebbe rifare le delibere sui concambi e ricevere da Mediobanca una conferma sulla formazione del consorzio di garanzia per gli aumenti. Ma senza un nuovo via libera della Consob la grande operazione di creazione del nuovo polo assicurativo non può ancora partire.

1 Commento

  1. romeo

    la pubblica opinione troopo in fretta “consuma” una notizia e poi dimentica.
    Anche il “caso Unipol” ha avuto la stessa sorte seppur decisamente grave .
    Non vi è chi non veda come sotto il simbolo “unipolsai” oggi crescano ed ingrassano la ex Milano ( guai giudiziari ) fonsai ( molti guai giudiziari ancora non definiti ) e , guarda caso, che ha, diciamo, “comprato” ? … la Unipol ( UGF – Unipol- Aurora etc. ) .
    Chi non sa’ che fine hanno fatto i capitani di ventura .. Consorte , Sacchetti ed ancora Cimbri ……. ed altri ancora ???? eppure hanno lasciato che si riunissero , tutti, “amorevolmente” sotto il nuovo simbolo senza colpo ferire , I cittadini hanno dimenticato e loro adesso , fuoriusciti dall’ANIA forti di taluni consensi, dettano legge , promuovono iniziative a danno di carrozzieri , periti , danneggiati attrverso i canali delle “collaborazioni ” pagate a parcelle . Sembra che il mondo assicurativo e del risarcimento sia “cosa loro”. Come mai tutte le altre società del mercato non sono il frutto dell’unione di tanti pregiudicati ed indagati che stanno “facendo gruppo ” ???? Sarebbe bello sensibilizzare soci e lettori e magari richiamare questo stato di cose agli occhi delle Autorità. Una volta ( chi veniva preso con le mani nel sacco restituiva il maltolto , come mai per questa gente non è così ed anzi li lasciano “crescere” impuniti ????

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