Scatola nera si o scatola nera no!

 

A spingere sull’uso della scatola nera sono le Compagnie di assicurazione che, con tale dispositivo, sostengono di poter risalire alle responsabilità degli automobilisti quando si trovano coinvolti in un sinistro stradale. Le Compagnie grazie alla scatola nera saranno in grado di controllare ancora di più i loro clienti e non solo! Tutto ciò, in termini di risarcimento, comporterebbe che le Compagnie decidano, grazie alla lettura del dispositivo, il comportamento e lo stile di guida dei clienti il grado di responsabilità e la misura del risarcimento in caso di sinistro. 

La gestione dei dati, però, è esclusiva delle Compagnie di Assicurazioni e del fornitore del servizio non raffigurando alcun principio di terzietà. Malfunzionamenti del dispositivo, mancate registrazioni dell’evento, errate localizzazioni del veicolo non sono rare e molteplici sono le casistiche reali che hanno evidenziato la non piena affidabilità della scatola nera! 

Uno strumento del genere, inoltre, mette in discussione il diritto alla privacy degli assicurati. La circolazione stradale comporta dei rischi; rischi che toccano in primis gli utenti della strada perché in gioco è la loro salute e la loro vita, e poi le compagnie, con la cosiddetta alea contrattuale. 

Ma come può l’automobilista dimostrare il contrario oppure eventuali malfunzionamenti del dispositivo?

Cosa succederà adesso che il dispositivo ha valore di piena prova legale?

Vi rimandiamo a questo interessante articolo del Sole24Ore che anticipa le osservazioni inviate ai ministeri delle Infrastrutture e dello Sviluppo Economico nella procedura di pubblica consultazione dei due decreti attuativi che fissano le caratteristiche di questo dispositivo.

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