Contratto base RC Auto: l’IVASS incontra le associazioni dei consumatori

13/03/2013 | Il contratto base è “migliorabile”, specie per quanto concerne gli effetti sulla riduzione delle polizze. Le associazioni consumatori puntano il dito sulla conciliazione, mentre il Cupsit parla di “boomerang micidiale”.

Contratto base RC auto, polizze connesse ai mutui, educazione assicurativa: questi i temi al centro dell’incontro tra l’IVASS  e le principali associazioni di consumatori, svoltosi nell’ambito delle periodiche consultazioni tra l’autorità di vigilanza e le associazioni stesse. All’incontro hanno presenziato i rappresentanti di Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Cittadinanza Attiva, Federconsumatori e Movimento Consumatori.

Tra i temi trattati ci sono stati il raccordo tra l’introduzione del contratto base e l’obbligo imposto dalla legge agli intermediari di offrire almeno tre preventivi RC Auto al cliente e poi l’utilizzo del Preventivatore IVASS-MISE. Ma l’argomento più rilevante per il settore carrozzeria è sicuramente l’importanza del contratto base come strumento, insieme ad altri, per creare le condizioni che derminino un ribasso delle tariffe, riguardo al quale sia l’IVASS che le Associazioni si trovano d’accordo. Tuttavia secondo le Associazioni l’introduzione di questo strumento dovrebbe essere accompagnata da una maggiore diffusione della conciliazione paritetica che ridurrebbe ulteriormente i prezzi accelerando i tempi del contenzioso.

Il contratto standard, ossia un contratto base uguale per tutte le assicurazioni per permettere al cliente di confrontare le polizze, resta però una questione molto controversa: Stefano Mannacio, esperto di RC Auto in Italia e fondatore del Cuspit, infatti, definisce questo tipo di contratto “un boomerang micidiale”.

Mannacio è convinto che possa determinarsi il “paradosso della trasparenza”, cioè che con pochi operatori e pochi price maker di riferimento sebbene il mercato tenderebbe a semplificarsi, a parità di condizioni aumenterebbero i prezzi di listino; inoltre, l’obbligo per le compagnie assicurative di pubblicare l’importo dei premi che prevedono la clausola di “riparazione in forma specifica” potrebbe creare una notevole confusione sulla natura del sinistro RC Auto. Le problematiche, oltretutto, non finiscono qua: infatti Mannacio ricorda che “l’Antitrust nel 2001 multò le compagnie per uno scambio di dati sui prezzi per 700 miliardi di lire.

Con la nascita del preventivatore Isvap (ora Ivass) e del contratto base ora le Compagnie potranno fare alla luce del sole ciò che una volta era loro impedito e sanzionato. Se poi aggiungiamo che l’Antitrust ormai sulla Rc auto ha sposato di fatto le tesi delle compagnie, visti gli esiti e le proposte ai limiti dell’assurdo contenuti nella sua indagine conoscitiva, l’assicurato italiano da una parte e il danneggiato dall’altra saranno presto vittime di ennesimi rincari dei premi e ulteriori decurtazioni nei risarcimenti.” Dunque si prevede che in futuro si discuterà ancora ampiamente e animatamente su questo tipo di polizza.

Nel frattempo, il prossimo incontro è stato fissato l’11 giugno e avrà per oggetto le problematiche legate alle polizze sanitarie, a forme alternative di risoluzione delle controversie in ambito assicurativo  e ai costi delle polizze legate ai mutui e alla cessione del quinto.

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