Da Libertiamo. L’ordine selvaggio delle tariffe minime e la civiltà delle riforme

Un ottimo articolo su Libertiamo di Lucio Scudiero da leggere e sottoscrivere in toto.  I Vs. numerosi commenti sul sito dell’Associazione di Benedetto della Vodova rafforzano le argomentazioni espresse per il prosieguo della nostra attività con il nuovo esecutivo.

L’ordine selvaggio delle tariffe minime e la civiltà delle riforme

6 Commenti

  1. enzo luppi

    Ottimo articolo che inviterei tutti coloro che appartengono alle professioni non regolamentate a sottoscrivere (anche se non avete partecipato al convegno di Roma del 10/11, questo non dovrebbe costarVi un grosso sforzo pur rimanendo seduti dietro le vostre comode scrivanie………..).

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  2. DANIELE ZARRILLO

    Continuiamo a credere nella forza della nostra categoria di professionisti, investendo correttamente alcuni preziosi minuti della nostra attività lavorativa per la corretta prosecuzione della stessa.

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  3. dott.Cesare Baraldi

    Gent.mo Enzo Luppi, ritengo che Tu sia un fortunato ad aver partecipato al Congresso a Roma, io sebbene mi trovassi a Roma come te, per mancanza di posti non ho potuto partecipare ad alcun Congresso.
    Comunque ho lavorato anche per Te e non sto offendendo alcuno dei Colleghi che non hanno avuto la fortuna di partecipare in quanto sono stati informati che i posti a disposizione erano esauriti. Dimmi cosa devo fare e io lo faccio…!
    Baci

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  4. studio GGS

    Meno male che esiste il sito del CUPS. Un sito settoriale agile e tempestivo nel dare notizie e consigli utili a noi tutti. Bravi tutti del CUPS, chiunque Voi siate. Ma dove posso trovare i nomi dei componenti del CUPS? Vorrei ringraziarli pubblicamente uno per uno, a parte lo stakanovista ed informatissimo portavoce dott. Mannacio, chi sono gli altri patrocinatori del direttivo? Chi è il proprietario del sito ed il webmaster? Bravissimi tutti comunque!
    Che ne pensate voi commentatori ?

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  5. studio GGS

    Io ho avuto la fortuna di conoscere S.E. Petti, ed è veramente una persona fuori dal comune. Dolcissimo nei modi, ma tagliente nel suo dire quando disquisisce di diritto. A volte sembra affondare il coltello (la sua lingua) al cuore contro gli avversari del diritto in modo diretto e spartano, a volte affetta i vari satana del diritto, quasi che non se ne fa accorgere, e dopo un po’, quasi sempre a fine di ogni suo intervento, se il satana affettato è lì partecipante, quest’ultimo ritorna a casa sua, senza accorgersi d’esser stato passato a fil di lama. Mai incontrata persona così lucida, da far comprendere anche agli asini, materie così ostiche e complesse. Fortunati e previgenti voi patrocinatori, che siete riusciti a partecipare.
    Speriamo che qualcuno abbia copia degli atti e/o filmato del convegno, mi accontenterò.

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  6. Erika e Valentina Montalbano

    COMPLIMENTI A ROSSANO NARDI, pacato, umile, senza orpelli, ma agguerrito e indomito in cuor suo:
    Rossano Nardi scrive, in data 8 novembre 2011 alle 15:57, nel sito http://www.libertiamo.it, commetando il famoso articolo “Un’altra ‘liberalizzazione’ di questa maggioranza: in arrivo la controriforma forense”, pubblicato il 28 settembre 2011
    (Tags: Assoprofessioni, avvocati, Berloffa, Mannacio, professioni non regolamentate, riforma forense):
    Il patrocinatore stragiudiziale, questa volta, non dispensa tutela, ma ne necessita. Perché qualcuno, forse con poca cognizione di causa, o forse con troppa, in ogni caso ben al fuori della sfera del lavoro di quello, ha deciso che il patrocinatore non può più patrocinare. Non perché inadatto, non perché fornitore di un servizio scadente, solo perché non può, e basta. Si parla di riservare quest’attività a un’altra categoria, ma non è dato sapere perché quella defraudata non può più. Si riserva a qualcuno, negando implicitamente ad altri, invece di vietare a questi ultimi, motivando esplicitamente. Eppure il patrocinatore stragiudiziale è una figura professionale competente, da sempre riconosciuta. Che dire.
    La salvaguardia dell’attività professionale di patrocinatore stragiudiziale è ampiamente giustificata dall’innegabile utilità sociale dell’opera che svolge, perché il danneggiato, invero, si trova sempre nella necessità di essere assistito, e il patrocinatore stragiudiziale, appunto, che di sola attività extragiudiziale si occupa, rappresenta la giusta figura per il ruolo (socialmente) richiesto. L’idea che all’avvocato unicamente sia riservata l’attività stragiudiziale, suona solo come uno sconfinamento di campo in stile imperialista, come uno sfratto ingiustificato, come un licenziamento senza giusta causa, certamente, per chi sa, più dannoso che utile alla collettività. E’ assurdo il solo pensare che una professione come questa, che non si acquisisce in un sol giorno, ma che necessita, per formarsi e maturarsi, di tirocinio, di dedizione, di passione, di studio e di esperienza sul campo, venga semplicemente cancellata. E’ un’iniziativa offensiva (anche solo perché proposta) e decisamente prevaricante, dalla quale appunto traspaiono appieno i tipici connotati dell’illiberalità e del sopruso.
    E’ una professione dai contorni ben definiti, tangibile, reale, che, per chi se la sente, addosso come lo scrivente, non è estirpabile, o meglio, può essere solo astrattamente sottraibile cioè semplicemente vietata da fuori, come si vorrebbe maldestramente fare. Questa non è una difesa di un misero interesse privato, composto di solo ego, a scapito di quello pubblico, perché, semmai, è il contrario, è una semplice reazione di fronte ad un’amara e umiliante constatazione.

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